
Impatto ambientale e
“fine vita” del
Packaging in EPS
Attività 2010 del Gruppo
Imballaggio di Aipe
L’imballaggio
rappresenta la seconda
applicazione per
importanza con circa il
40% di EPS immesso nel
mercato nazionale.
Aipe (Associazione
Italiana Polistirene
Espanso) ha da sempre
posto particolare
attenzione alla
promozione del
polistirene per il
Packaging, analizzandone
i principali settori:
elettrodomestico,
alimentare,
florovivaistico e
tecnico-industriale. Il
comparto vive oggi una
nuova realtà
rappresentata dai
rapporti
prestazione-ambiente-costi.
Le attività 2010 si
concentrano
particolarmente sulla
seconda tematica.
L’impatto ambientale
viene declinato nelle
sue diverse accezioni:
-
divulgazione del ciclo di vita
di imballi in EPS;
-
adeguamento e risposta alle
linee guida del GPP (Green
Public Procurement);
-
rispondenza alle richieste del
Regolamento Reach sulle sostanze
chimiche;
-
analisi dei processi produttivi
e verifica delle emissioni verso
l’ambiente interno e verso
l’ambiente e esterno;
-
studio delle linee principali da
adottare per gli imballi post
uso:
· recupero
con una prima
trasformazione, mediante
frantumazione e/o
compattazione
· riutilizzo
come fonte di energia (termovalorizzazione)
·
riciclo con le
differenti possibili
modalità
Riguardo alle singole
attività, è in fase
operativa una revisione
delle norme UNI 10667
(in particolare parte 1,
12 e 14) sulle materie
plastiche prime
secondarie finalizzata
principalmente a
semplificare le
procedure di trasporto
dei rifiuti.
A livello europeo la UE
sta redigendo un
Regolamento Unico EC PIM
(Plastics Implementation
Measure) che andrà a
sostituire la Direttiva
2002/72/EC unificando la
disciplina dei materiali
plastici a contatto con
gli alimenti.
Aipe sta redigendo una
lista completa di
termovalorizzatori per
valutare la possibilità
di incrementare questo
metodo di riutilizzo.
È prevista la
divulgazione di una
ricerca effettuata dallo
studio LCE (Life Cycle
Engineering) di Torino
sulla “Valutazione di
mercato e potenziale di
sviluppo del fine vita
dell’EPS – settore
packaging”. Oggetto
dello studio
commissionato da Aipe è
l’analisi del mercato
nazionale e dei
possibili sviluppi per
la valorizzazione dell’EPS
post uso proveniente dal
settore imballaggio. Si
intende indicare, in via
preliminare e per
famiglie di prodotto, la
fattibilità del riciclo
e i campi di
applicazione che sono
attualmente giudicati
economicamente
interessanti.
Prosegue la
collaborazione di Aipe
al progetto CAST, nato
per definire e
condividere le strategie
di approccio alla
sicurezza alimentare in
tema di contatto con gli
alimenti (MCA) mediante
l’attività congiunta dei
vari stakeholder sotto
la responsabilità
scientifica
dell’Istituto Superiore
di Sanità (ISS).
Ricordiamo che lo scorso
20 novembre a Roma sono
state ufficialmente
presentate le linee
guida alle GMP,
strutturate in una parte
di applicazione generale
e in una di applicazione
specifica per i vari
materiali tra cui la
plastica. L’idea di
partenza del progetto
CAST è “valorizzare
quanto già eventualmente
esistente a livello
aziendale e di settore,
finalizzando i sistemi
di gestione più diffusi
nel rispetto del
Regolamento
2023/2006/CE”.
Un’attenzione
particolare è stata
rivolta anche alle
realtà delle piccole e
medie imprese con
l’obiettivo di
costituire una base
d’orientamento per
effettuare le scelte
operative più opportune.
Aipe è referente in
Borse di Studio messe a
disposizione da
PlasticsEurope per gli
studenti dell’Università
di Novara che riguardano
3 tematiche connesse al
polistirene: edilizia,
imballaggio e riciclo.
Gli aggiornamenti su
tutte le attività
associative sono
liberamente consultabili
su
www.aipe.biz
A cura dell’Ufficio
stampa di Aipe
02-33606529 - news@epsass.it
Battersi per ridurre al
Massimo l'impatto
ambientale nel
confezionamento dei
liquidi:
Stora Enso Natura è
stato rivisitato
Il cartone per
confezionamento di
liquidi Stora Enso
Natura offre ora una
migliore qualità di
stampa e grammature più
leggere. Questi
miglioramenti sono stati
messi in atto per
rispondere alle
richieste dei clienti
finalizzate a ottenere
stabilità, elevata
qualità e benefici
ambientali attraverso
una migliore efficienza
del materiale.
"La qualità del nuovo
Stora Enso Natura
riflette il nostro
impegno e la nostra
leadership nello
sviluppare un cartone
per imballaggio di
liquidi che garantisca
la maggior resa del
materiale, basse
emissioni di CO2,
e ottime prestazioni in
confezionamento," dice
Vesa Simola, SVP Liquid
and Food Service Board
di Stora Enso.
Confezioni
sostanzialmente più
leggere
Quanto più è basso il
numero di materiali
impiegati in produzione,
quanto il processo
diviene più efficiente
richiedendo un minor
consumo d'energia.
Quest'aspetto riduce
anche le emissioni di CO2.
Negli ultimi decenni,
Stora Enso ha stabilito
documentate riduzioni
delle grammature dei
cartoni per liquidi. Il
risultato è che le
attuali confezioni sono
sostanzialmente più
leggere che prima,
mentre ancora ci si
batte per prestazioni
ancora migliori. "Grazie
allo sviluppo e
all'esperienza acquisita
nel corso degli anni,
l'efficienza dei nostri
cartoni multistrato (a
base di tre differenti
tipologie di cellulosa),
era già molto elevata,
anche in termini di
consumo di materia
prima. Pertanto, sono
particolarmente
orgoglioso del nostro
attuale passo in avanti
in questo esigente
settore e della nostra
capacità di sostenere i
nostri clienti e
utilizzatori finali a
raggiungere i loro scopi
in tema d'impatto
ambientale," dice Simola.
Un cartone per
imballaggio di minor
peso aiuta gli
utilizzatori a
soddisfare quanto
disposto dalle Direttive
europee in materia di
riduzione dell'impatto
ambientale derivante
dagli imballaggi e dai
rifiuti che essi creano.
Una maggiore efficienza
dei materiali genera
risparmi di materia
prima, di trasporto
oltre che di tasse
ecologiche.
Nuova tecnologia per un
cartone dalle migliori
caratteristiche
La migliorata qualità
del cartone Stora Enso
Natura si è
concretizzata grazie a
un investimento di 45
milioni di Euro,
stanziato tra il 2008 e
il 2009, di cui ha
beneficiato la macchina
continua N°. 4 della
Cartiera di Imatra in
Finlandia. Questo
importante investimento
ha comportato modifiche
del processo di
formazione, della
seccheria e delle
calandre.
"Le richieste dei
clienti hanno
rappresentato la forza
trainante del nostro
lavoro di sviluppo;
grazie a questo
investimento, siamo
stati in grado di
rafforzare la nostra
posizione di leader,
permettendoci di
rimanere davanti ai
nostri concorrenti,"
dice ancora Simola. La
gamma dei cartoni Stora
Enso Natura include
qualità destinate al
confezionamento di latte
e prodotti caseari,
succhi di frutta, the,
caffè, vino e acqua. Gli
utilizzi tipici in campo
non alimentare si
riferiscono a
detergenti, ammorbidenti
e prodotti per l'igiene
personale. I principali
mercati includono
l'Europa e l'Asia.
Per ulteriori
informazioni:
www.storaenso.com/liquid
www.storaenso.com/productnews
www.storaenso.com
CON IL BREVETTO ESPOSITO,
RIFIUTI TRASFORMATI IN MATERIALI
EDILI
I rifiuti
raccolti dallo spazzamento delle
strade non vanno più a finire in
discarica ma vengono trasformati
in materiali edili come sabbia e
ghiaia, grazie a un impianto
innovativo brevettato e
realizzato dal Gruppo Esposito
di Gorle, in provincia di
Bergamo.
E’ proprio
a Gorle che sorge il primo
impianto pilota gestito
direttamente dal Gruppo Esposito
attraverso la Ecocentro
Soluzioni Ambientali: qui si
“riciclano” ogni giorno più di
180 tonnellate di rifiuti
urbani. L’impianto, entrato in
funzione cinque anni fa, vuole
essere una sintesi
dell’esperienza maturata nella
gestione dei rifiuti, abbinata a
tecnologia ed innovazione. A
questo impianto è seguito quello
realizzato due anni fa a Brescia
per conto della società Asm
Aprica, oggi A2A, e quello
realizzato l’anno scorso a
Liscate, in provincia di Milano,
per conto del Consorzio Est
Milanese (Cem). Mentre è stato
concluso da poco a Milano anche
un ulteriore impianto che
consentirà il recupero di oltre
il 70% del rifiuto in ingresso,
trasformando tonnellate di
rifiuti raccolti sulle strade in
materiali come ghiaia, ghiaino e
sabbia, poi rivendibili nel
mercato dell’edilizia.
Il problema
dei rifiuti si fa ogni giorno
sempre più pressante, ma c’è
chi, come Ezio Esposito,
presidente dell’omonimo gruppo
bergamasco, crede ancora
fortemente in un futuro attento
alle problematiche ambientali e
in un equilibrio tra il
progresso, la qualità della vita
e dell’ambiente. La
dimostrazione tangibile è un
innovativo impianto progettato e
brevettato dal Gruppo Esposito,
che, primo in Europa, consente
il trattamento di una tipologia
particolare di rifiuti,
ricavandone materiali di qualità
certificati, poi rivendibili nel
mercato dell’edilizia.
Ghiaino,
sabbia e ghiaietto vengono
ricavati grazie ad uno speciale
sistema di trattamento che
prevede tre diverse fasi di
lavorazione. La prima fase
consiste nel lavaggio dei
rifiuti in controcorrente,
basato sul rimescolamento e
sullo sfregamento reciproco
delle particelle dei materiali
di rifiuto che, sospinte da
palette opportunamente sagomate,
vengono dilavate da un flusso di
acqua pulite in controcorrente.
Si passa poi alla ciclo natura
con separatori a spirale in cui
le azioni gravitazionali e
centrifughe indotte dal flusso
lungo il condotto delle spirali,
determinano la separazione della
frazione organica fine,
consentendo di ottenere sabbie
esenti da sostanze organiche.
La terza ed ultima fase, ovvero
il trattamento
chimico-fisico-biologico della
torbida, consente di depurare le
acque utilizzate nei primi due
passaggi, rimettendone in
circolo circa l’80%. Il processo
di lavaggio consente quindi di
recuperare materiali come
sabbia, ghiano e ghiaietto,
certificati secondo le norme UNI
EN 12620, 13043, 13139 e 13242).
Tra i
principali vantaggi
dell’impianto oltre alla
riduzione dei rifiuti da
conferire in discarica, un
incremento delle percentuali
della raccolta differenziata, la
diminuzione dei costi di
smaltimento ma soprattutto la
possibilità di ridurre
l’escavazione degli alvei e
delle cave, con considerevoli
benefici ambientali ed
economici. Oltre ad avere una
notevole valenza ambientale,
l’impianto attua infatti i
principi contenuti nelle
direttive comunitarie, regionali
e provinciali, prevedendo una
riduzione del quantitativo di
rifiuti da avviare in discarica.
Il Gruppo
Esposito ha in cantiere diversi
nuovi impianti in Lombardia,
Friuli e Toscana, oltre ad avere
in corso importanti trattative
anche in Campania e Lazio,
mentre buoni risultati sono già
stati ottenuti anche in Europa e
in particolare in Ungheria, a
Budapest, dove il Gruppo è già
presente e opera nel settore da
diversi anni, in quanto realtà
consolidata che comprende
quattro diverse società,
operanti in diversi campi nel
settore ambientale.
Oltre alla
“Ecocentro Tecnologie
Ambientali”, società dedicata
dal 2006 all’engineering, alla
progettazione e alla
realizzazione di impianti per il
trattamento dei rifiuti, fa
parte del Gruppo Esposito anche
la “Ecocentro Soluzioni
Ambientali”, che dal 2004 si
occupa della gestione degli
impianti di trattamento e
recupero dei rifiuti raccolti
dalla pulizia delle strade. La
“Esposito Servizi Ecologici” è
invece specializzata dal 1998
nella raccolta, nel trasporto,
nello stoccaggio, nel recupero e
nello smaltimento di diverse
tipologie di rifiuto. Mentre
l’ultima nata all’interno del
Gruppo Esposito è “Eowatt
Energie Alternative”,
specializzata nella
progettazione, nella
realizzazione e nella gestione
di impianti per la produzione di
energia alternativa.
Per il
quarto anno consecutivo, il
Gruppo Esposito con la sua
società “Ecocentro Soluzioni
Ambientali” sarà presente ad
Ecomondo; un’ulteriore occasione
per il gruppo bergamasco per
presentare le proprie attività e
le esperienze maturate nel ciclo
completo dei rifiuti, dalla loro
raccolta fino allo smaltimento,
ma anche le proprie competenze
nella progettazione,
realizzazione e gestione di
impianti per il trattamento dei
rifiuti.
ECOCENTRO SOLUZIONI AMBIENTALI
VIA MAESTRI DEL LAVORO 6 GORLE (BERGAMO)
www.gruppoesposito.it