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LE FRESCHE BEVANDE DI FIOR DI LOTO!
Disseta la
tua estate con gusto e attenzione alla qualità: gli
ORIENTÈ sono veri e propri INFUSI DI TÈ VERDE biologici,
dolcificati con FRUTTOSIO bio, disponibili nei gusti tè
verde, tè verde al limone e tè verde alla pesca!
Biotta è una piccola azienda svizzera, distribuita in Italia
da Fior di Loto, che propone vere e proprie spremute di
frutta
e verdura fresca biologici in bottiglia.
Gli Orientè sono proposti nel formato da 1,5 l. mentre i
succhi Biotta sono in bottiglie da 500 ml.
I prodotti Fior di Loto e Biotta, distribuiti da Fior
di Loto, li trovate in erboristeria, nei migliori negozi
specializzati e in farmacia.

O-I produce la bottiglia a modello depositato del prosecco
Ruggeri.
Ponendo tutta
l'attenzione sulle spalle, la nuova bottiglia crea un
originale design capace di differenziare questa bottiglia
dalle altre in uso per il prosecco.
La bottiglia
nasce dalla collaborazione della famiglia Bisol,
proprietaria dell'azienda Ruggeri & C. spa, e il
dipartimento NPD (new product development) di O-I. I bisogni
della società vinicola e i suoi suggerimenti creativi sono
stati rielaborati da O-I per dare forma a questa bottiglia
unica il cui modello è stato depositati per garantire
l'originalità del design.
Il concetto
della bottiglia è composto da due parti, considerando la
linea delle spalle come il punto focale, la forma della
bottiglia si apre dal basso verso l'alto come un vaso. Una
forma solida, ma armoniosa, sulla quale si innestano le
spalle; il profilo delle spalle è imponente e morbido allo
stesso tempo. Il collo si sviluppa verticalmente bilanciando
la sua forma con il corpo della bottiglia.
Il color
quercia della bottiglia in vetro segna un punto di svolta
per le bottiglie utilizzate per il vino prosecco e comunica
le speciali caratteristiche del Valdobbiadene Prosecco
Superiore DOCG.
La tradizione
nella produzione di vino della famiglia Bisol è
profondamente radicata nel secoli passati e, sopra
l'etichetta delle bottiglie, vi è un piccolo cartiglio che
ricorda la nobile e antica origine del nome Ruggeri.
La nuova
bottiglia è stata adottata per tre tipologie di
Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG: Quartese, Giall'Oro,
Santo Stefano.
Quartese è un
brut dal colore verde pallido, con un perlage
minuto e persistente, il profumo è inteso con sentore di
mela su fondo floreale.
Giall'Oro è
un extra dry dal colore paglierino e straordinaria
limpidezza con un incessante perlage, ha profumo
inteso e persistente che ricorda la mela e i fiori di
acacia.
Santo Stefano
è il nome della zona dove le migliori uve per questo vino
sono coltivate. La vendemmia avviene fra la fine di
settembre e la metà ottobre, quando i grappoli hanno
raggiunto il punto di maturazione ideale. Prosecco Santo
Stefano è un vino vivace con sfumature tendenti al verde
pallido e con un persistente fine perlage. Il suo
delicato bouquet fruttato è sottile, ma persistente,
con aromi di mele mature e germogli di limone.
Le tre
tipologie di Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG hanno
doti ricche che solo il vetro può conservare al meglio,
grazie alla sua inerzia, fino al momento magico
dell'apertura e della degustazione del suo aroma e sapore.
Per
ulteriori informazioni consultare il sito:
www.ruggeri.it

Premi speciali “packaging 2010”
Duca di Salaparuta si conferma l’azienda più premiata al
“Concorso Internazionale Packaging” del Vinitaly
Marzo 2010: La linea di marsala
Florio Targa Vintage si è aggiudicata due premi: il “Premio
Speciale Packaging 2010” per la categoria vini e l’”etichetta
d’oro” nella sezione “Vini dolci naturali e vini
liquoroso tranquilli DOC e IGT”. Al 15^ Concorso
Internazionale Packaging si è distinta anche la linea Corvo
Irmana che ha ottenuto la “medaglia d’argento” nella
categoria “Vini rossi tranquilli DOC e IGT”. Duca di
Salaparuta si conferma, così, l’azienda più premiata a
questo prestigioso concorso che, ogni anno al Vinitaly,
premia il miglior abbigliaggio del vino.
Targa Vintage 1994
Targa Riserva Vintage 1994 è un
elegante marsala semisecco di oltre 15 anni, che ripropone
le caratteristiche della storica Riserva 1840 nata in
occasione della Targa Florio. La collezione riproduce sei
storici poster pubblicitari, disegnati nei primi decenni del
Novecento dai più grandi artisti dell’epoca. Degli anni
Venti sono le raffigurazioni del Pagliaccio di Mauzan,
dell’Arlecchino di Dudovich o ancora la Donna Pavone di
D’Ylen. Degli anni Trenta sono invece le
rappresentazioni del Folletto di Muggiani, della Zebra di
Cappiello e ancora il Leone Florio di Nizzoli, divenuti oggi
oggetti di culto tra gli appassionati.
Corvo Irmana
Un nuovo progetto voluto dalla Duca di
Salaparuta per esprimere ed esaltare le cultivar siciliane
provenienti dalle zone più vocate e per certificare la
raccolta a mano in piccole ceste, attraverso cui è possibile
fare un’accurata cernita delle uve in vigna. Caratteristiche
che vengono espresse già in etichetta non solo da
pittogrammi dai colori naturali, ma soprattutto grazie
all’utilizzo di materiali scelti ad hoc come la carta
riciclata.
Duca di Salaparuta S.p.A.
Benedetta Poretti e-mail:
bporetti@duca.it
www.duca.it,
www.vinicorvo.it,
www.cantineflorio.it
Bilancio dell’edizione 2009
SIMEI-ENOVITIS
“TENGONO”
NONOSTANTE LA CRISI
Con 51.545 visitatori
qualificati, in linea quindi con quelli presenti
nell’edizione 2007, SIMEI (Salone Internazionale Macchine
per Enologia e Imbottigliamento) ed ENOVITIS (Salone
Internazionale delle Tecniche per la Viticoltura e
l’Olivicoltura) hanno dimostrato ancora una volta la
validità e l’importanza strategica che rivestono per la
filiera italiana e internazionale. In particolare, ENOVITIS
ha addirittura aumentato di qualche punto percentuale i
propri visitatori, grazie anche alle visite collettive
provenienti da diverse regioni, quali Veneto, Piemonte,
Abruzzo, Lombardia, Toscana e Trentino.
Costante anche il numero dei
visitatori esteri, pari a 9.575, ma decisamente in crescita
il numero dei delegati esteri (+80% sull’edizione 2007),
grazie all’intensa opera di promozione svolta dalla
segreteria organizzativa delle manifestazioni in
collaborazione con Ice e Promos (l’Azienda speciale della
Camera di commercio di Milano per le attività
internazionali), e provenienti da: Repubblica Ceca, Georgia,
Slovacchia, Polonia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Russia
(zona di Krasnodar), Kazakhistan, Sud Africa, Usa, Canada,
Cile, Vietnam, Israele, Turchia, India, Brasile, Argentina.
Risultati, questi, resi ancora
più significativi se si considera che le due manifestazioni
si sono tenute in un anno difficile, appesantito dalle
criticità di una situazione economica globale in sofferenza.
Un risultato che testimonia la vitalità del tessuto
imprenditoriale, italiano ed estero, che non rinuncia a
tenersi aggiornato sulle ultime innovazioni tecnologiche in
vista di una ripresa.
Aumentato del 50% anche il
numero dei giornalisti italiani ed esteri, a conferma
dell’interesse suscitato dalla manifestazione – svoltasi in
Fiera Milano a Rho dal 24 al 28 novembre scorsi -, sia come
vetrina dell’innovazione tecnologica nell’ambito delle
macchine, attrezzature e prodotti per l’enologia,
l’imbottigliamento, la viticoltura e l’olivicoltura, sia
come momento dedicato all’approfondimento di tematiche
attuali e strategiche per l’intera filiera attraverso
l’intensa attività convegnistica.
“Simei ha sicuramente ‘tenuto’ –
dichiara Marzio Dal Cin, presidente di Anformape – e se
numericamente siamo in linea con il 2007, dal punto di vista
della qualità e dell’interesse dimostrato dai visitatori
quest’edizione è stata particolarmente significativa. Sono a
conoscenza di aziende che hanno concluso contratti proprio
in fiera; per altre invece è stato un momento non solo per
consolidare rapporti già esistenti, ma per crearne di nuovi,
soprattutto esteri. Accanto a operatori già noti, ce n’erano
anche molti nuovi. E’ stata poi vincente e apprezzata l’idea
di disporre i 4 padiglioni di SIMEI contrapposti (e non in
linea come in passato) per una più razionale disposizione
dell’offerta merceologica – dalla produzione
all’imbottigliamento”.
“Nonostante le previsioni non
molto ottimistiche e la vicinanza con altre manifestazioni
fieristiche estere – dice Cesare Bianco, presidente
Comitato tecnico SIMEI – l’affluenza dei visitatori
si è mantenuta in linea con il 2007 e questo è un successo
perché ci sarebbero stati i motivi per ipotizzare una
flessione. Sicuramente oggi si tende a dedicare alla fiera
meno giorni di visita, per contenere i costi, ma non si
rinuncia agli appuntamenti importanti. Gli operatori sono
molto qualificati, così come il panorama dell’offerta è
all’altezza delle richieste tecnologiche dei visitatori,
anzi proprio nei periodi di crisi ci si ingegna di più per
proporre un’offerta ancora più interessante”.
“Dal nostro osservatorio –
dice Vanni Ferrari, presidente del Comitato
tecnico ENOVITIS - l’affluenza quest’anno è stata più
intensa rispetto alle altre edizioni. La forza di ENOVITIS è
la sua alta specializzazione e la capacità quindi di portare
qui clienti qualificati e interessati, di essere una vera
fiera di settore. Buona e interessante la presenza degli
operatori provenienti dall’estero: bisogna continuare a
lavorare in questa direzione per rendere sempre di più
questa manifestazione un irrinunciabile punto di riferimento
internazionale per tutti gli operatori della filiera
vitivinicola”.
www.simei.it
Puntare a un nuovo segmento di mercato
MONDO EXTRA VERGINE
TUTTI SUL TRENO DELL’ALTA
QUALITÀ
Il
Consorzio nazionale olivicoltori punta a un disciplinare di
filiera e cerca gruppi omogenei di operatori. La
presentazione in occasione del convegno tenutosi all’ultima
edizione di SIMEI - ENOVITIS
Tutti sul
treno dell’Alta qualità, il comparto olio di oliva non può
attendere. La qualità generica infatti non paga più, oggi si
può e si deve puntare solo a oli dall'elevato standard, con
parametri superiori a quelli stabiliti dalla legge.
Location
ideale per la presentazione da parte del Cno (Consorzio
nazionale olivicoltori) di un nuovo strumento dinamico che
punta a un nuovo segmento di mercato per l'olio extra
vergine di oliva di qualità superiore è stata l’ultima
edizione di SIMEI-ENOVITIS a FieraMilano – Rho, in occasione
del convegno dal titolo appunto “Olio extra vergine di oliva
‘Alta Qualità’: un nuovo segmento di mercato”.
L'incontro
si è svolto in una sala gremita di operatori, con gente che
ascoltava in attesa di una iniezione di fiducia. “Stiamo
attraversando una fase di transizione piuttosto delicata”,
ha sostenuto in apertura l'oleologo Luigi Caricato, dando il
via ai relatori. Il direttore di “Teatro Naturale” ha
evidenziato come lo sforzo degli organizzatori di SIMEI ed
ENOVITIS giochi a favore di un comparto che ha necessità
continua di spazi di vitalità e riflessione. Caricato ha
fatto notare come questi due momenti fieristici così tanto
attesi stiano portando un valido contributo agli operatori
anche a partire dallo stesso catalogo dedicato interamente
all'olivicoltura e all'elaiotecnica. Un catalogo fuori dal
comune, giacché contiene un saggio che presenta in modo
dettagliato l'attuale scenario in cui si sta operando, uno
scenario – è il casi di dire – piuttosto complesso.
Il
presidente del Cno, Claudio Di Rollo ha precisato che il
punto di forza sta tutto in un disciplinare che di fatto non
fissa solo dei punti di riferimento per le singole fasi di
produzione, dal campo al frantoio, ma guarda ed estende il
proprio raggio d’azione a tutta la filiera, finanche a
coloro che dell’extra vergine ne fruiscono professionalmente
in cucina. La speranza è che l'alta qualità liberi
finalmente l'olio extra vergine di oliva dalla poco gradita
veste di prodotto commodity in cui è stato confinato dalla
grande distribuzione organizzata. Sarà un passo decisamente
avanti rispetto al passato, un segnale di discontinuità che
va sostenuto e promosso tra gli operatori.
Accanto al
Cno c’è Csqa certificazioni che gestisce il complesso
sistema che porterà alla definizione dell’alta qualità. Si
tratta di uno strumento dinamico, ha chiarito subito
Mariachiara Ferrarese. E il tutto si muoverà a partire da
una adesione volontaria, non normata dalla legge, anche se
sarebbe utile puntare in futuro a un marchio ministeriale.
Per ora si lavora allo scopo di ottenere un perfezionamento
continuo del sistema dell’alta qualità: si cercano gruppi
omogenei di operatori aderenti al progetto.
“Negli
ultimi quindici anni – ha detto Mauro Meloni, direttore del
Consorzio “Q verde”– il trend dei consumi ha evidenziato una
crescita e si sono anche creati nuovi spazi di mercato,
tanto che ora è giunto il tempo di destagionalizzare
l'offerta e iniziare a presentare il prodotto nella veste di
alimento e non più soltanto di condimento. Cambia la
geografia dell'olio, i consumi coinvolgono Paesi nuovi e c'è
tutto un movimento culturale che spinge gli extra vergini a
un posizionamento diverso dal passato. Con l'entrata in
scena di altri competitor – ha poi precisato – dobbiamo però
realizzare un prodotto di alta qualità e dall'identità
forte. E’ necessario ragionare in termini di cooperazione,
puntando a una più efficace capacità di servizio e
fidelizzazione”.
“Il problema
– ha segnalato Zefferino Monini, presidente dell'omonima
azienda - è che occorreva produrre di più e meglio, e invece
si è prodotto meno della metà di ciò che si ha avuto
bisogno. Ed è per questo motivo che c'è stata la necessità
di approvvigionarsi all'estero, con il risultato che abbiamo
dato l'opportunità ad altri Paesi di crescere e qualificare
il proprio sistema produttivo. Ora – ammette – non c'è altra
strada se non l'alta qualità. Sposiamo questo progetto per
due motivi: per una questione di immagine, onde poter
continuare a essere un punto di riferimento nel mondo, e
anche per ragioni commerciali”.
Alla luce
della realtà, è risultata pertanto molto convincente la
proposta di un nuovo segmento di mercato con l'extra vergine
targato “Alta qualità”, pur nella consapevolezza che la
strada che si prospetta d'ora in avanti non è tra le più
facili da percorrere. E' troppo bassa infatti la redditività
di cui gode il prodotto e gli sforzi effettuati finora non
ripagano a sufficienza coloro che hanno investito tante
energie e risorse. “E' l'unica soluzione per uscire
dall'impasse in cui ci troviamo - ha concluso Di Rollo - si
tratta di un passaggio necessario, e noi l'abbiamo fatto.
Altre strade per valorizzare l’olio italiano non sono
percorribili”.
www.enovitis.it

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