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 Le “Emozioni dal Mondo” dei Merlot e Cabernet si confermano sempre più internazionali: 14 i paesi che hanno ottenuto una medaglia nel 2017

Ancora una volta il Concorso Enologico Internazionale “Emozioni dal Mondo Merlot e Cabernet Insieme” conferma il suo dato di internazionalità.

Alla sua tredicesima edizione, “Emozioni dal Mondo Merlot e Cabernet Insieme” ha visto avvicendarsi 256 campioni prodotti in 23 Paesi nel mondo sotto lo scrupoloso giudizio di 76 giurati raccolti in 7 giurie da 10/12 persone. I tecnici e gionalisti del mondo dell’enogastronomia internazionale, arrivati a Bergamo da 29 Paesi si sono riuniti lo scorso 20 ottobre 2017 presso gli spazi della Corte Berghemina del Castello di Pagazzano per assegnare le medaglie del concorso. Prezioso l’aiuto degli studenti dell’IPSSAR di San Pellegrino che si sono occupati dell’accoglienza degli ospiti, del servizio dei vini in concorso, del supporto all’elaborazione dei dati statistici e della preparazione del brunch offerto agli ospiti al termine della tavola rotonda di sabato 21 ottobre 2017.

Medaglie che anche per il 2017 confermano l’assoluta internazionalità del Concorso made in Bergamo. Per la seconda volta nella storia del Concorso, il 60% dei vini iscritti alla competizione erano prodotti fuori dai confini italiani e, come da regolamento OIV, il 51% dei giudici chiamati ad esprimere una valutazione erano tecnici e stranieri.

77 le medaglie assegnate, come previsto dal Regolamento OIV (Organization International de la Vigne et du Vin), che soprintende alla manifestazione. Si tratta di Medaglie d’Oro che vedono premiati 14 Paesi nel mondo. Ricco il medagliere dell’Italia che, con 33 medaglie vinte, si assicura il primo posto tra i paesi premiati. A medaglia sono arrivati 11 vini veneti, 11 Lombardi, 6 Siciliani, 2 Trentini, 1 Pugliese, 1 Friulano e 1 Romagnolo. A seguire la Cina con 11 medaglie, la Serbia con 8, la Croazia con 7 e Israele con 5 medaglie. Ottimo risultato anche per Argentina, Australia, Ungheria e Romania, ciascuna premiata con 2 medaglie. Hanno ottenuto una medaglia anche il Sud Africa, il Canada, Malta, la Grecia e la Repubblica Slovacca.

Come di consueto, grazie alla cospicua presenza di membri della stampa specializzata internazionale, sono stati assegnati anche 20 premi della stampa. Ad ottenere il premio stampa è il campione che, per ogni nazione, avendo superato la soglia di punteggio richiesta per la medaglia d’oro, ha ottenuto il valore più alto nel corso della degustazione.

La giuria web ha inoltre selezionato come propria scelta un Merlot made in Australia dell’azienda

Wakefields. Un premio, quello del web, che non smette mai di confermare l’opinione degli organizzatori in merito al valore che è sempre più necessario dare a tutto il panorama dei consumatori. Per la seconda volta nella sua storia, infatti, il premio web ha selezionato un vino premiato anche dalla giuria dei tecnici. La grande differenza sta nella valutazione: laddove i tecnici, sempre restii ad utilizzare per intero la scala di giudizio, hanno assegnato un 90/100; la giuria web si è lasciata emozionare dal vino e lo ha premiato con un punteggio di 96/100.

La grande novità fuori concorso del 13° Concorso Enologico Internazionale “Emozioni dal Mondo Merlot e Cabernet Insieme” è stata la menzione speciale assegnata a due incroci di Merlot e Cabernet. Ad aggiundicarsi il premio speciale un Rebo (Merlot per Teroldego) della Cantina Sociale di Toblino e un Incrocio Terzi n.1 (Barbera per Cabernet) della Cantina Sociale Bergamasca.

Grande l’interesse suscitato dai cinque interventi internazionali sul tema “Bevi il Tuo Territorio e Sarai Sano” che si sono avvicendati sul palco della Sala Mosaico della Camera di Commercio di Bergamo, prezioso partner della manifestazione.

Il successo della kermesse bergamasca è stato inoltre confermato dal vivo interesse e dalla cospicua partecipazione di pubblico al Banco d’assaggio dei vini vincitori aperto, grazie al supporto del Comune di Bergamo, presso la sala di Porta Sant’Agostino nelle giornate di sabato 21 e domenica 22 ottobre 2017.

Partner dell’iniziativa anche la ONLUS Nepios che si è occupata della raccolta di fondi per i suoi importanti progetti.

La 13esima edizione del Concorso Enologico Internazionale “Emozioni dal Mondo Merlot e Cabernet Insieme” si chiude quindi con grandissima soddisfazione da parte degli organizzatori che vogliono ringraziare i degustatori che ogni anno accettano di raggiungere Bergamo dai quattro angoli del globo, ai produttori che scelgono di inviare i propri vini in degustazione, agli sponsor e ai partner che permettono da 13 anni la realizzazione di questa sempre più importante kermesse enologica.

L’appuntamento con il 14° Concorso Enologico Internazionale “Emozioni dal Mondo Merlot e Cabernet Insieme” è quindi per il 18, 19 e 20 ottobre 2018, sempre a Bergamo.

Per essere sempre aggiornati sulle novità di Internazionale “Emozioni dal Mondo Merlot e Cabernet Insieme” è sufficiente seguire l’hastag #emozionidalmondo sui principali social networks o consultare il sito

www.emozionidalmondo.it


LIBROTTIGLIA

Reverse Innovation vince Red Dot per Librottiglia

Reverse Innovation vince il suo quinto premio per la creazione di Librottiglia! Questa volta si tratta del tedesco Red Dot Communication Design Award 2016, uno dei più rinomati riconoscimenti nel settore della progettazione.

Concepita e realizzata dall’agenzia di brand e product design assieme all’azienda vinicola Matteo Correggia, l’originale proposta, che abbina la degustazione di vini d’eccellenza e il piacere della lettura, ha gareggiato con partecipanti di 46 nazioni. La cerimonia di premiazione si terrà il 4 novembre a Berlino.

Librottiglia ha vinto anteriormente i premi Brand Identity Grand Prix, The Dieline, Core 77 e One More Pack.

Il prodotto mette in rapporto le caratteristiche di tre tipologie di vino e tre generi narrativi per dar vita ad esperienze enoletterarie basate sul perfetto equilibrio tra le suggestioni sensoriali e gli scenari immaginati nei racconti. Un piccolo ed elegante libro svolge la funzione di etichetta delle bottiglie. Il design grafico minimale, moderno e sorprendente è valorizzato da un’illustrazione che rappresenta un elemento significativo di ogni racconto. Tre autori sono stati coinvolti in questa raccolta di piccole ed emozionanti storie che accompagnano la selezione di vini imbottigliati nello speciale formato da 375ml. La cantautrice Patrizia Laquidara firma “La Rana nella Pancia”, una favola intrigante adatta alla personalità non comune del rosso Anthos, un brachetto secco dal sorprendente bouquet dolce. “Ti amo. Dimenticami”, di Regina Nadaes Marques, scrittrice e produttore culturale, è la storia di un amore che cambia la vita, intensa come il nebbiolo rosso rubino del Roero. “L’omicidio”, di Danilo Zanelli, giornalista e autore satirico, è un giallo venato di humour che s'intona con “lo spirito” fresco e leggero del bianco Roero Arneis.

Librottiglia dialoga con un pubblico che aspira ad un prodotto da collezionare: appassionati di vino e letteratura, interessati ad immergersi in un’esperienza completa in un breve spazio di tempo da dedicare a se stessi.

www.reverseinnovation.com www.librottiglia.com

 


GUALA CLOSURES GROUP APRE NEGLI STATI UNITI D’AMERICA E INAUGURA IL SUO “DESIGN STUDIO” CON IL PIU’ INNOVATIVO IMPIANTO DI STAMPA AL MONDO

Guala Closures Group, multinazionale italiana leader mondiale nella fabbricazione di chiusure in alluminio per superalcolici, vino e bevande, ha aperto il suo primo impianto di produzione di chiusure per il vino negli Stati Uniti a Fairfield, nel cuore della regione vinicola della California, per servire il mercato locale, costituito da migliaia di piccoli produttori. La particolarità del nuovo sito statunitense è rappresentato dal “DESIGN STUDIO”, il centro di innovazione e design più avanzato al mondo del settore, per la creazione di chiusure altamente innovative nel design ed attraenti esteticamente, volto a rispondere alle esigenze di immagine e di marketing anche dei piccoli produttori. L’impianto, infatti, è l’unico al mondo in grado di gestire ordini fino a 1.000 pezzi grazie all’utilizzo di una tecnologia all’avanguardia.

Finora, infatti, il mercato americano del vino viene servito dall’impianto produttivo di Guala Closures in Messico che, tuttavia, realizza ordini minimi di 100.000 unità; si tratta un numero eccessivo per le innumerevoli case vinicole della Napa Valley che hanno produzioni meno elevate.

“Il mercato statunitense – dichiara Alessandro Bocchio, General Manager Guala Closures Nord America – rappresenta per Guala Closures Group un grande potenziale di crescita, e costituisce un ulteriore tassello per continuare lo sviluppo a livello internazionale. Il DESIGN STUDIO di Guala Closures Group  - aggiunge Bocchio -  utilizza un impianto unico al mondo realizzato dagli stessi ingegneri del Gruppo che combina la tecnologia di stampa digitale con altre caratteristiche quali il trattamento di superficie al plasma, le vernici con basi speciali, il sistema di polimerizzazione UV dedicato, i sistemi di controllo di qualità automatizzato e la decorazione a rilievo per il top”.


 

La Cina scopre le bollicine italiane.
Vino, lo spumante traina l'export

 

ROMA - Il vino italiano prova a riconquistare la Cina, e lo fa mettendo in tavola gli spumanti. Secondo Confagricoltura,  le esportazioni di bollicine sono cresciute dell'80 per cento, con un aumento del fatturato superiore al 120 per cento. Un'accelerazione che mette in difficoltà persino i rivali francesi, attualmente padroni del mercato cinese d'importazione: "Nel primo semestre dell'anno - esulta Gianluca Bisol, direttore generale dell'omonima azienda vinicola - le importazioni cinesi di spumante sono state doppie rispetto a quelle di champagne". 

La crescita vertiginosa dello spumante, prodotto ancora marginale sul mercato cinese, è però in controtendenza rispetto al dato generale: infatti, il volume delle esportazioni di vino in Cina è calato del 37 per cento. Colpa, soprattutto, dei dazi: il prezzo dei vini italiani a basso costo è quasi triplicato, rendendo impossibile la concorrenza con i concorrenti cileni e australiani, che godono di tributi alla dogana molto favorevoli. Se i vini economici sono praticamente scomparsi, anche quelli di livello medio-alto registrano un calo del 20 per cento, di fronte a un aumento del fatturato di poco superiore all'8 per cento. Il vino italiano in Cina è diventato un bene di lusso: "La bottiglia di Prosecco che in un ristorante italiano paghi venti euro - spiega Bisol - in un ristorante cinese ne costa ottanta quindi ha un target di nicchia". 

sul totale

delle importazioni cinesi, l'Italia ha inciso solo per il 5,7 per cento: un decimo della quota di mercato in mano ai dominatori francesi, ma meno anche di Australia, Cile e Spagna. Nel 2020, la Cina sarà il principale consumatore di vino al mondo, mentre tutti i principali mercati dell'Unione europea si stanno ridimensionando. L'attenzione verso i mercati orientali, quindi, è aumentata, e si è fatto più evidente il gap fra l'Italia e gli altri esportatori. "Non facciamo buona comunicazione e c'è troppo campanilismo - è l'opinione di Fabio Grasselli, che da sette anni esporta vino in Cina  -  raccontiamo poco della cantina, della storia del vino, e solo l'1 per cento delle aziende italiane ha materiale in cinese. Inoltre, con le rivalità locali, i consorzi e gli enti fanno fatica a promuovere il territorio". 

Bresciano, classe 1980, Grasselli ha messo insieme le due passioni della sua vita - il vino e le culture orientali - e ne ha fatto un lavoro: l'esportatore. Ha cominciato a girare le fiere in Cina nel 2006, bussando alle porte degli importatori conosciuti durante i suoi viaggi. Oggi collabora con otto cantine italiane, e quest'anno ha portato in Cina 120 mila bottiglie. "I primi anni sono stati duri - racconta - la disinformazione era altissima, molti neanche sapevano che l'Italia producesse vino. Solo nell'ultimo biennio abbiamo cominciato a vedere operazioni di successo da parte delle istituzioni italiane, e alle fiere, finalmente, i nostri padiglioni sono diventati più importanti, più visibili e più visitati".

Due, quindi, sono i fattori che possono favorire la rimonta del vino italiano in Cina: il marketing e la capacità di fare rete. Qualcosa, tra i produttori, ha cominciato a muoversi negli ultimi anni. Come a Benevento, dove la Confagricoltura locale, dal 2009 a oggi, ha organizzato quattro viaggi per promuovere il vino del Sannio, riunendo grandi e piccole aziende. "Abbiamo scelto un mercato difficile, lontano come lingua e cultura e dominato dai francesi, ma l'interesse dei consumatori è in crescita - racconta il direttore Manfredi Pascarella - e oggi stiamo trattando per contratti pluriennali con diversi importatori cinesi. Non ci interessa vendere un container ogni tanto, stiamo cercando di aprire un mercato e diventare una presenza fissa".

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