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FINAT rende omaggio ai
vincitori dei Label Awards
in occasione del congresso annuale
Il concorso Label Awards raggiunge nuovi traguardi
registrando un numero di candidature
senza precedenti e straordinari livelli di qualità
L'Aia, Paesi Bassi:
FINAT, l’associazione internazionale che rappresenta il
settore delle etichette autoadesive in tutto il mondo,
ha annunciato i vincitori del suo concorso annuale
dedicato alle etichette.
Giunto alla sua 31^ edizione, il concorso FINAT ha
conseguito ottimi risultati registrando un numero record
di candidature. L’ampia adesione, accompagnata da un
livello qualitativo superiore alla media, ha reso
estremamente difficile il compito della giuria
incaricata di eleggere i vincitori. Di conseguenza,
quest’anno il numero dei riconoscimenti è stato
nettamente maggiore rispetto a quello delle edizioni
passate.
Best in Show
I premi “Best in Show” e “Marketing End Users Group
Winner” sono andati a Collotype Labels USA per la
sua etichetta “Kenwood Artist Series”.
La
giuria è rimasta positivamente impressionata non solo
dall’eccellente qualità tecnica, per la quale è stata
utilizzata la stampa offset litografica su una pellicola
piuttosto delicata, ma anche dall'aspetto artistico.
“Dal punto di vista tecnico, l'etichetta era perfetta,
con un aspetto quasi etereo. Le tonalità della pelle del
soggetto raffigurato sono estremamente delicate”, ha
commentato Tony White, il presidente della giuria.
“L'etichetta ha un aspetto volutamente rétro che evoca
gli albori della drammaturgia teatrale e non passa
inosservata all’attenzione dei consumatori che guardano
gli scaffali".
Premio speciale della giuria
Quest’anno l’attenzione della giuria è stata attratta da
un’etichetta fustellata dal design piuttosto inusuale
che si è aggiudicata il premio speciale della giuria. Lo
stampatore è Marzek Group, Austria e l’etichetta
Hirschmugl applicata alla bottiglia produce
l’effetto di un serpente attorcigliato con la testa e la
coda in rilievo. “L'abbinamento di questa fustellatura
insolita con l'inchiostro pigmentato con brillantini ci
ha lasciato di stucco”, continua Tony White.
IL PROGRAMMA DI
RICIRCOLO DELLE ETICHETTE RIGIDE CON PROTEZIONE ALLA
FONTE DI ADT AIUTA I RETAILER GLOBALI A MIGLIORARE I
PROFITTI E PONE LE BASI PER UN PIU’ EFFICACE UTILIZZO
DELLA TECNOLOGIA RFID
Oltre 750 milioni di
etichette rigide Sensormatic vengono rimesse in
circolazione ogni anno
Assago, ADT, leader europeo
nella fornitura di soluzioni di antincendio e sicurezza,
registra il significativo successo riscontrato dal suo
rivoluzionario programma di ricircolo delle etichette
rigide con protezione alla fonte, studiato non solo per
aiutare i retailer a migliorare l’efficienza della
catena di distribuzione e delle attività di vendita, ma
anche per incrementare i profitti. Con un occhio alla
sostenibilità, l’iniziativa fa propri i principi di
rispetto dell’ambiente in ambito retail, riadattando le
etichette per risparmiare tempo prezioso, denaro e
risorse. Con oltre 750 milioni di etichette rigide
rimesse annualmente in circolazione, le soluzioni ADT
permettono al mercato retail di godere dei benefici di
lungo periodo derivanti dalla protezione alla fonte con
tecnologia doppia (EAS/RFID) per una protezione più
completa e una visibilità senza precedenti sulle scorte
di magazzino e sull’intera catena di distribuzione.
“Retailer e distributori cercano continuamente di
ottenere livelli più elevati di efficienza e di
soddisfazione del cliente grazie a programmi di crescita
sostenibili e innovativi”, spiega Leslie Hand, Research
Director per IDC Retail Insights.
Attualmente adottato da sette tra le più note catene di
abbigliamento al mondo, il programma di ricircolo delle
etichette rigide con protezione alla fonte sfrutta gli
oltre 40 anni di eccellenza nella Sorveglianza
Elettronica degli Articoli antitaccheggio (EAS) di ADT
in ambito retail. I retailer comprano solo le etichette
delle quali hanno bisogno, e ricevono rapidamente
crediti ogni volta che queste vengono restituite per il
ricircolo – ADT si assume il rischio di inventario per
tutte le etichette rigide ritirate. Inoltre, i costi
legati alla protezione con etichetta rigida possono
essere allocati direttamente sul costo dei capi,
piuttosto che ripartiti in maniera generale tra i costi
fissi del negozio. Grazie al programma di ricircolo
delle etichette rigide con protezione alla fonte, la
merce arriva pronta per essere venduta, accelerando così
sia i tempi di vendita che di inventario. Per esempio,
un retailer leader mondiale nel settore
dell’abbigliamento è passato a un sistema di protezione
alla fonte dopo aver sperimentato quello di protezione
presso il punto vendita, e questo ha permesso di
incrementare dal 30% al 50% la quantità di merce che
viene esposta per la vendita ogni ora. E quando la
tecnologia RFID si abbina alle etichette rigide EAS, i
retailer possono godere degli ulteriori benefici
derivanti da una reale analisi avanzata delle scorte di
magazzino in tutte le fasi di una catena di
distribuzione globale. Possedere un percorso di
ricircolo EAS definito, inoltre, rappresenterà un grande
vantaggio quando i retailer migreranno a soluzioni di
gestione dell’inventario a livello di singolo articolo.
Il programma di ADT permette di applicare le etichette
rigide in fase di produzione, e di rimetterle in
circolazione quando queste arrivano dal punto vendita.
ADT è, attualmente, il solo fornitore in possesso di tre
centri di ricircolo automatizzato a livello mondiale e
di otto centri di distribuzione di etichette,
posizionati geograficamente vicino agli impianti di
produzione dei capi, per aiutare i retailer a
risparmiare sui costi di trasporto e su altri costi
associati all’acquisto di etichette rigide. Il programma
di ricircolo delle etichette rigide con protezione alla
fonte è un’iniziativa a impatto zero sull’ambiente, che
i retailer possono integrare facilmente in programmi di
sostenibilità già esistenti per evidenziare
ulteriormente il proprio impegno a tutela dell’ambiente.
Il ricircolo riduce molti dei costi diretti e
indiretti legati a un programma effettuato presso il
punto vendita, tra cui:
·
Risparmi sulla mano d’opera – meno ore di
lavoro per l’applicazione di etichette presso il
negozio, e una maggiore percentuale di tempo che può
essere dedicato ad attività di vendita e servizio al
cliente.
·
Minori differenze di stock – più etichette
su più capi nel negozio, con il 100% della conformità e
il 100% della consistenza, e nessun capo in giacenza
senza etichetta nel magazzino del punto vendita.
·
Aumento delle vendite – maggiore velocità
nelle forniture all’interno del negozio, minori rischi
di esaurimento di scorte dei capi più venduti, e
commessi che passano il tempo a vendere e non ad apporre
etichette.
·
Consistenza – l’applicazione avviene
direttamente in fase di produzione, per ridurre la
percentuale di danni e favorire la verifica a priori
dell’aspetto dell’articolo esposto.
·
Costi di protezione più bassi – il costo
generale di applicazione delle etichette è ridotto
rivendendo ad ADT l’etichetta stessa, rispetto a un
utilizzo “usa e getta”.
“Il programma di ricircolo delle etichette rigide con
protezione alla fonte di ADT pone le basi per la
creazione di un’infrastruttura in grado, oggi, di
offrire una protezione a prezzi competitivi, e nel
prossimo futuro di sfruttare al meglio le prestazioni
delle tecnologie EAS e RFID, a garanzia di una
protezione totale e di una visibilità completa
dell’intera catena distributiva”, dice Andrea Natale,
Marketing Manager di ADT. “Come azienda che guarda
all’ambiente con profonda coscienza, siamo impegnati ad
aiutare i retailer a integrare soluzioni responsabili
all’interno delle loro catene globali di distribuzione e
siamo orgogliosi di offrire un programma innovativo che
non solo supporti un retail più consapevole, ma che
aiuti anche i nostri clienti a ridurre i costi di mano
d’opera e a migliorare i profitti”.
www.adtitaly.com.
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L'etichetta d'origine da oggi è obbligatoria su
tutti i tipi di carne
Dopo tre
anni di proteste da
parte di associazioni e produttori, dovute
soprattutto al crescente numero di allarmi
alimentari nel settore delle carni (l’ultimo, in
ordine di tempo, sui maiali
di origine tedesca), gli Stati
membri dell’Ue hanno finalmente emanato
l’obbligo di indicare il paese d’origine
sull’etichetta di tutti
i tipi di carne. |
L’obiettivo principale dell’accordo è quello di
creare un’etichetta facilmente
leggibile e comprensibile, in
grado cioè di fornire ai consumatori tutte le
informazioni essenziali sugli alimenti che si
acquistano. Sulla nuova etichetta, infatti,
oltre al paese di origine, saranno indicati i
valori energetici e nutrizionali dei
prodotti e, per agevolare i soggetti
caratterizzati da intolleranze alimentari,
l’indicazione della presenza di eventuali allergeni.
In un comunicato ufficiale, la Confederazione
Italiana Agricoltori ha
espresso la propria soddisfazione per il
provvedimento UE:
È una decisione importante che va nella
direzione indicata da Roma. Ora sarà importante
la sua attuazione pratica in tempi rapidi.
L’impegno deve essere quello di tracciare
l’origine anche per tutti i prodotti animali
trasformati. Spesso, infatti, il consumatore è
tratto in inganno da etichette che riportano
dizioni che richiamano all’italianità, quando
invece il prodotto nasce da materie prime
straniere.
L’accordo rappresenta comunque una sorta di passaggio
preliminare verso
la completa etichettatura di tutti gli alimenti.
Entro due anni, infatti, Bruxelles dovrà
pronunciarsi circa la possibilità di estendere
l’obbligo dell’origine anche alla carne usata
come ingrediente
negli alimenti e,
un anno dopo, su latte, carni diverse presenti
nelle preparazioni, alimenti a monoingrediente e
quelli dove gli ingredienti superano il 50% del
prodotto finale.
Una soluzione, quest’ultima, invocata da tempo
dalla Coldiretti,
che sostiene l’estensione dell’indicazione del
luogo di origine ad alimenti particolarmente
diffusi quali prosciutti,salami e formaggi.
Secondo il presidente di Coldiretti, Sergio
Marini, infatti:
In Italia la metà delle mozzarelle e tre prosciutti su quattro
sono ottenuti da latte e carne di animali
allevati all’estero senza alcuna informazione
per il consumatore.
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Guida alla lettura delle nuove etichette
obbligatorie
Ogni
alimento proposto tra gli scaffali del supermercato,
e non solo, dovrà raccontare nell’etichetta da
dove arriva e se al suo interno contiene tracce
di OGM, organismi geneticamente modificati.
Lo stabilisce il disegno
di legge 2260, "Disposizioni in materia di
etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari",
approvato all’unanimità in Commissione agricoltura
dalla Camera. Ogni prodotto alimentare, trasformato
e non, dovrà adesso riportare l’indicazione
sulla provenienza, nella speranza di
debellare finalmente le frodi alimentari.
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Finora
l’etichetta "parlante" era obbligatoria per un
numero di circoscritto di prodotti, per esempio
uova, carne bovina e miele; con la nuova legge,
invece, queste disposizioni a tutela
dei consumatori, si estendono ad ogni
prodotto alimentare.
Cosa cambia nello specifico?
Gli alimenti cosiddetti
"non trasformati" dovranno
riportare sull’etichetta il luogo di origine o di
provenienza, cioè il Paese che ha dato loro i
natali. Il discorso cambia per i prodotti
"trasformati" che
sull’etichetta, oltre ai campi di coltivazione e
allevamento, dovranno aggiungere qualche parola sul
luogo in cui è avvenuta "l'ultima trasformazione
sostanziale". In evidenza, poi, deve essere messo l’ingrediente
caratterizzate del
prodotto, così recita l’articolo 4 della legge
sull’etichettatura. Galan, il Ministro delle
Politiche agricole, alimentari e forestali, ha
spiegato come la nuova normativa risponda alle
esigenze dei cittadini di gustare il vero made in
Italy agroalimentare. Festeggia anche la Coldiretti
che per l’occasione, nella piazza davanti Montecitorio, ha servito una salsiccia
lunga oltre 100 metri.
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Etichette
auto-adesive: valore aggiunto e sostenibilità
contributo di FINAT
“Sono
pochi i settori in cui il termine ‘sostenibilità’
può essere definito in modo così approfondito e
dettagliato come nel caso dell'etichettatura
autoadesiva” afferma Jules Lejeune, amministratore
delegato dell'associazione del settore delle
etichette autoadesive FINAT. “La lunga e complessa
catena del valore comporta per i nostri associati la
necessità di interagire su diversi livelli e in modi
differenti con le esigenze ambientali.
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La catena ha
inizio con le materie prime, quali carta, pellicole,
polimeri e prodotti chimici. Prosegue con l'accoppiatura
e la trasformazione delle etichette ad elevato
rendimento energetico, seguite dal riciclaggio degli
scarti di lavorazione. Si conclude infine con la
realizzazione di confezioni riciclabili.”
Innovazioni tecnologiche per la
sostenibilità
Sono molte le discipline volte
all'introduzione di innovazioni tecnologiche con lo
scopo di contribuire a un ambiente migliore, tra
cui: adesivi realizzati per affrontare il problema
della colla nel processo di spappolamento delle
etichette autoadesive per il riciclo; la riduzione
dei costi energetici e degli scarti in macchina da
stampa mediante un approccio produttivo ottimizzato;
impiego di "best practice" relativamente agli
inchiostri, per evitare la contaminazione degli
alimenti da parte delle confezioni; etichette prive
di liner, tecnica che elimina con efficacia una
delle maggiori problematiche relative al riciclaggio
per il settore; un programma per l'adozione di
adeguate pratiche relative alla sicurezza negli
stabilimenti di stampa; l'uso di software di
gestione di stampa e prestampa interattivi e basati
su Web che consenta agli stampatori d'imballaggi di
produrre a livello locale ma gestire su scala
globale.
Invito alla collaborazione
Mike Fairley, con esperienza
internazionale e completa nel settore delle
etichette, richiama l'attenzione su un aspetto che
ritiene necessiti di essere affrontato. Secondo
lui, il settore delle etichette deve "iniziare ad
agire in modo proattivo, abbandonando l'approccio
reattivo" nell'ambito della sostenibilità nel suo
complesso, poiché i marchi prestano una sempre
crescente attenzione alle iniziative a favore
dell'ambiente. Multinazionali quali Procter &
Gamble e Unilever attualmente incoraggiano
l'affermazione di standard di
sostenibilità/ambientali globali: gli approcci
nazionali o regionali non suscitano più interesse.
L'inaugurazione nel 2010 del Global
Packaging Project unisce i più grandi marchi e
gruppi del settore dell'imballaggio a livello
mondiale nel comune sforzo di porre fine alle eterne
discussioni sull'impatto ambientale, sociale ed
economico degli imballaggi. Il punto di partenza è
rappresentato dallo sviluppo di un linguaggio comune
per esprimere le definizioni. Allo stato attuale, la
comunità dell'etichettatura autoadesiva non è
rappresentata in questa iniziativa innovatrice. Ma
vi è un impegno da parte delle principali
organizzazioni di settore di tutto il mondo per
prendervi parte ed essere attivamente
rappresentate.
Opportunità per la certificazione
ambientale
Oltre al Global Packaging Project, il
settore dell'etichettatura autoadesiva dispone di
molti altri modi per impegnarsi nell'ambito della
sostenibilità all'interno della comunità
dell'imballaggio nel suo complesso, di cui è
un'importante componente. I sistemi di gestione
ambientale quali ISO 14001, Lean Six Sigma e
l'iniziativa di settore LIFE (Label Initiative For
the Environment) intrapresa dall'associazione dei
produttori di etichette e cartellini statunitense (Tag
and Label Manufacturers Institute) offrono ai
fornitori e ai trasformatori l'opportunità di
ottenere una certificazione ambientale riconosciuta
dai detentori di marca.
I trasformatori di etichette possono
inoltre sviluppare una strategia di gestione degli
scarti efficiente e misurabile che sia in linea con
gli obiettivi degli utenti finali in materia di
impronta ecologica, nonché dare dimostrazione del
loro impegno nell'uso di materiali riciclabili. Mike
Fairly avverte che, a livello commerciale, alcuni
detentori di marca si stanno basando su criteri
ambientali per la realizzazione di programmi di
razionalizzazione dei fornitori. È evidente che ciò
avrà ripercussioni negative per i trasformatori di
etichette che non ne condividono i valori.
Crescita del mercato sostenibile, in
modo sostenibile
Il futuro del settore
dell'etichettatura autoadesiva è strettamente legato
alla crescita del mercato sostenibile, ed esistono
dei canali attraverso i quali ciò è possibile. Ne
sono un buon esempio l'innovazione nelle
applicazioni di etichettatura, tra cui soluzioni
promozionali pronte per l'uso e la versatilità delle
etichette autoadesive in segmenti specializzati,
come quello dell'etichettatura di sicurezza.
Un'ulteriore opportunità è rappresentata dalla
possibilità di convincere i detentori di marca a
passare da altre tecnologie di decorazione dei
prodotti all'uso di etichette autoadesive. Ciò può
essere reso più interessante dalle iniziative
ambientali proposte attualmente: basti pensare allo
sforzo per la riduzione di supporti e liner, oppure
all'uso di materiali "verdi" (riciclati o
riciclabili).
Il settore delle bevande
Un settore particolarmente
interessante è quello delle bevande, per via del
minor rischio di contaminazione dei prodotti
garantito dal processo pulito di applicazione delle
etichette autoadesive. L'industria delle bevande (in
modo particolare quella dei vini e delle birre di
qualità) ha fatto registrare una forte crescita
nell'uso di etichette autoadesive negli ultimi anni.
Ciò grazie alla combinazione di qualità funzionali
ed estetiche, insieme alle caratteristiche
ambientali e legate alla sostenibilità che questo
tipo di soluzione è in grado di offrire: materiale
di etichettatura riciclato o riciclabile, minori
volumi per i materiali utilizzati, adatti a
container più leggeri, in grado di apportare i
risparmi energetici di cui necessitano i rivenditori
per una redditività stabile.
Soluzioni sostenibili, valore
aggiunto
Benché la sostenibilità sia attualmente in cima alle
priorità del settore, c'è ancora molto margine
d'azione. Azione che deve coinvolgere tutti gli
attori della catena del valore perché l'etichetta
autoadesiva mantenga il suo legittimo status: quello
della soluzione più versatile e flessibile
disponibile per la decorazione dei prodotti, che
possa offrire ai detentori di marca una tecnica
sostenibile e certa per l'etichettatura dei loro
prodotti, in grado al contempo di conferire un reale
valore aggiunto.
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